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Opera
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Lmwcg'mwcwopera è il termine italiano di utilizzo internazionale per un mwdagenere teatrale e mwdqmusicale in cui l'azione scenica è abbinata alla mwdgmusica e al mwdwcanto. La denominazione "opera" è la forma abbreviata di mweaopera liricacite-ref-1[1] o anche della locuzione sostantivale mwfqopera in musica. Non è un caso che la parola "opera" sia usata invariabilmente in quasi tutte le lingue del mondo: anche se pure altre nazioni posseggono tradizioni operistiche di innegabile importanza e valore, il genere è nato e si è sviluppato in Italia, paese che per questo possiede il maggior numero di teatri d'opera al mondo e ha tra i suoi maggiori vanti l'essere universalmente considerata la mwfgpatria dell'opera.
Tra i numerosi mwgasinonimi, più o meno appropriati, basta ricordare mwgqMelodramma e mwggteatro musicale. Il termine è fortemente contestualizzato nel suo impiego, in quanto il vocabolo mwgwopera, in italiano, è un termine di origine mwhalatina che indica un lavoro in generale, particolarmente in ambito artisticocite-ref-2[2].
Dall'agosto 2013, l'Associazione Cantori Professionisti d'Italia ha depositato presso il mwigMIBACT il dossier per la Candidatura mwiwUNESCO per l'mwjaopera italiana. L'intento di iscrivere il mwjqCanto lirico italiano all'interno del mwjgPatrimonio dell'Umanità protetto da UNESCO ha ottenuto riscontro positivo ed è stato approvato il 6 dicembre 2023.cite-ref-3[3]
Contents
• Farsa
• Note
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Caratteristiche
Il Teatro d'Opera o Melodramma agisce, si concretizza su di un palcoscenico, per mezzo di scenografie e costumi e attraverso la recitazione e la musica. Il testo letterario appositamente composto, che contiene le battute pronunciate dai personaggi e le didascalie, è denominato mwlglibretto che, integrato con la parte musicale, entra a far parte della mwlwPartitura. Gli interpreti sono quindi cantanti e sono accompagnati da un complesso strumentale di dimensioni variabili, anche da una grande mwmaorchestra sinfonica. Fin dal suo primo apparire, l'Opera accese appassionate dispute tra gli intellettuali, tese a stabilire se l'elemento più importante fosse la musica o il testo poetico.
In realtà oggi il successo di un'Opera deriva da un insieme di fattori alla cui base, oltre alla qualità della musica (che dovrebbe andare incontro al gusto prevalente, ma che talvolta presenta tratti di forte innovazione), vi è l'efficacia drammaturgica del libretto e di tutti gli elementi di cui si compone lo spettacolo teatrale.
Un'importanza fondamentale rivestono dunque anche la messinscena (mwrqscenografia, mwrgregia, costumi ed eventuali mwrwcoreografie), la recitazione ma, soprattutto, la qualità vocale dei mwsacantanti. A volte, se le risorse e spazi per una produzione scenica sono insufficienti o perché volutamente si sceglie di rappresentarla senza azioni sceniche, l'opera può essere eseguita in mwsqforma di concerto, detta all'italiana.L'opera lirica è uno spettacolo multiforme, una fusione affascinante in cui l'elemento testuale (stabilito nel libretto) si unisce a quello sonoro (trascritto nella partitura) e a quello scenico (realizzato nell'allestimento: direzione artistica, scenografie, costumi e illuminazione).
La storia dell'Opera abbraccia un arco temporale di oltre quattro secoli, dalla fine del XVI secolo al presente. Dopo la metà del XX secolo la produzione di nuove opere si è ridotta, forse anche a causa dell'affermarsi di nuove forme di spettacolo e intrattenimento. I musical, ad esempio, hanno creato fenomeni musicali e drammaturgici che hanno coinvolto molto i giovani con timbri pop e anche rock.La musica con la canzone, nel Novecento, è cambiata con una disseminazione discografica in vinile e poi digitale, fino ai grandi festival e spettacoli live non in luoghi teatrali ma in stadi e palazzetti dello sport. Le nuove tecnologie hanno diffuso molto l'opera lirica, dove le prime o varie repliche sono costantemente viste in mondovisione attraverso i media. Oggi il teatro d'opera si sta riempiendo di nuovo di giovani che hanno modo di assistere a prezzi agevolati.
Numeri, cantanti e ruoli
Fino a quasi tutto l'mwtqOttocento l'opera italiana è suddivisa in mwtgmwtwnumeri musicali: mwuaarie, mwuqduetti, mwugterzetti, mwuwconcertati, mwvacori, mwvqballetti, ecc.
Nel XVIII secolo singoli numeri sono raccordati da mwvwrecitativi accompagnati solo dal mwwabasso continuo, noti come mwwqrecitativi secchi, nei quali si era evoluto il "mwwgrecitar cantando" del melodramma della fine del mwwwXVI secolo. Nel teatro musicale comico francese e tedesco (vale a dire nei generi dell'mwxaopéra-comique e del mwxqsingspiel) i recitativi secchi sono sostituiti da dialoghi parlati.
Aria e recitativo hanno convissuto a lungo nel secondo Settecento e nei primi anni dell'Ottocento, finché il recitativo secco non cadde in disuso, venendo sostituito completamente da quello mwxwaccompagnato dall'intera orchestra, ma sopravvivendo un po' più a lungo nell'ambito del teatro comico. Il recitativo accompagnato sarà invece inglobato nel numero insieme all'aria con la denominazione di mwyascena.
I cantanti, e i ruoli che essi interpretano, sono distinti in rapporto al mwygregistro vocale.
Le voci maschili sono denominate, dalla più grave alla più acuta, mwzabasso, mwzqbaritono, mwzgtenore. A essi si possono aggiungere le voci di mwzwcontrotenore (o mwaacontraltista) e di mwaqsopranista, che utilizzano un'impostazione in falsetto a imitazione della voce femminile. Esse eseguono ruoli un tempo affidati ai mwagcastrati.
Le voci femminili sono classificate, dalla più grave alla più acuta, come mwbacontralto, mwbqmezzosoprano e mwbgsoprano. Anch'esse eseguono oggi, molto più di frequente delle corrispondenti voci maschili, i ruoli sopranili e/o contraltili scritti per le voci dei castrati.
Panoramica storica
La storia dell'opera abbraccia un arco cronologico-temporale di oltre quattro secoli, dalla fine del mwcqXVI al presente. Le mwcgorigini dell'opera si fanno risalire al passaggio tra il XVI e il mwcwXVII secolo, quando un gruppo di intellettuali fiorentini, noto come mwdaCamerata de' Bardi, dal nome del mecenate che li ospitava, decide di formalizzare il nuovo genere. Le sue radici storiche risalgono per altro al mwdqteatro medievale e ad artisti come mwdgGuido d'Arezzo, un mwdwreligioso italiano emulato in seguito anche all'estero, tipico esempio è dato dalla religiosa benedettina mweaIldegarda di Bingen, quest'ultima nota per l'opera drammatica mweqOrdo Virtutum composta nel mweg1151 circa, mentre le radici ideali affondano nel teatro antico e in particolare nella mwewtragedia classica. D'altronde già la mwfacommedia dell'arte cinquecentesca prevedeva al suo interno l'uso delle mwfqcanzoni, così come il mwfgballet de court francese ed il mwfwmasque inglese mescolavano voci, mwgastrumenti, scene, mentre i mwgqdrammi pastorali comprendevano ampi spazi musicali.
L'opera ha poi enorme diffusione in età mwiqbarocca, affermandosi soprattutto a mwigNapoli, mwiwRoma e mwjaVenezia. Spettacolo inizialmente riservato alle mwjqcorti, e dunque destinato a una mwjgélite di intellettuali e aristocratici, acquista carattere di intrattenimento a partire dall'apertura dei primi teatri pubblici, nel mwjw1637 il mwkaTeatro San Cassiano a Venezia, il primo teatro moderno per struttura, per organizzazione, per gestione (basti pensare al palcoscenico con fondali dipinti intercambiabili, la platea e i palchetti da affittare) e nel mwkq1639 il mwkgTeatro Santi Giovanni e Paolo di Venezia.
Tra i soggetti preferiti ci sono, nel corso del XVII secolo, i poemi mwnqomerici e mwngvirgiliani e le vicende cavalleresche, in particolare quelle narrate da mwnwLudovico Ariosto e mwoaTorquato Tasso, con l'aggiunta di spunti comici, erotici, fantasiosi. La musica è caratterizzata dall'onnipresente mwoqbasso continuo, arricchito dalla presenza di mwogstrumenti a fiato e ad mwowarco.
Alla severità dell'opera degli esordi, ancora permeata dell'estetica tardo-rinascimentale e che trova l'espressione più alta e originale nella figura di mwqgClaudio Monteverdi, subentra allora un gusto per la varietà delle musiche, delle situazioni, dei personaggi, degli intrecci; mentre la forma dell'mwqwaria, dalla melodia accattivante e occasione di esibizione canora, ruba sempre più spazio al mwrarecitativo dei dialoghi e, di riflesso, all'aspetto letterario, mentre il mwrqcanto si fa sempre più fiorito.
Nel frattempo, il compositore italiano naturalizzato francese mwrwJean-Baptiste Lully dà vita all'opera francese, mwsqHenry Purcell fa nascere l'opera inglese e mwswHeinrich Schütz dà origine all'opera tedesca.
In quest'ultima la frequente cantabilità che riscontriamo nelle opere italiane, poco adatta per la musica francese, viene abbandonata e si lascia spazio a una interpretazione musicale del testo.
Lo stile di canto, più severo e declamatorio, è prevalentemente sillabico. Ulteriori elementi di differenziazione rispetto al modello italiano sono costituiti dall'importanza assegnata alle coreografie e dalla struttura in cinque atti, che l'opera seria francese conserverà fino a tutto il mwvqXIX secolo. Nacquero così la mwvgtragédie lyrique e l'mwvwopéra-ballet.
Dalla fine del Seicento, le arie dell'opera italiana si compongono di due strofe poetiche intonate col "mwwgda capo", ossia ripetendo, con qualche variazione di stile, la prima strofa. Una forma impiegata fino alla fine del mwwwXVIII secolo. È questo il secolo nel quale l'mwxaopera italiana è riformata dai poeti mwxqApostolo Zeno e mwxgPietro Metastasio, i quali stabiliscono una serie di mwxwcanoni formali, relativi sia all'impianto drammaturgico che alla struttura metrica delle arie, applicando le cosiddette mwyaunità aristoteliche e dedicandosi esclusivamente al genere mwyqserio. La scelta di Zeno e Metastasio di escludere ogni elemento comico dal teatro musicale serio determina la nascita dell'mwygopera comica, dapprima in forma di mwywintermezzo, poi come mwzaopera buffa.
mwzgGeorg Friedrich Händel fu uno dei maggiori compositori del Settecento ed oggi molte sue opere sono eseguite frequentemente; tra queste, soprattutto mwzwGiulio Cesare, mw0qRinaldo, mw0wAriodante e mw1qTamerlano.
La seconda metà del XVIII secolo registra anche l'azione riformatrice di mw3gGluck e mw3wMozart, in qualche misura anticipata, in Italia, da quella di mw4aNiccolò Jommelli e mw4qTommaso Traetta. La riforma consiste in una riduzione dell'ampollosità e della retorica canora a vantaggio di un chiaro svolgimento dell'azione e di una maggiore aderenza della mw4gmusica a situazioni e personaggi. La struttura del melodramma italiano, in particolare, col passare dei decenni, si era infatti cristallizzata in una meccanica successione di mw4wrecitativi e mw5aarie. mw5qGluck realizza la sua mw5griforma nell'ambito dell'mw5wopera seria, mantenendosi entro il filone di una classicità espressivamente austera, entro i generi dell'mw6aopera italiana prima e dell'opera francese poi; mw6gMozart sviluppando liberamente il genere di ascendenza mw6wgoldoniana del mw7adramma giocoso, nelle sue opere italiane più famose, nonché dando impulso alla nascente opera tedesca.
Ancora oggi mw9qmw9gDon Giovanni, mw9wmw-aLe nozze di Figaro, mw-qmw-gDie Zauberflöte e mw-wmw-aIl ratto dal serraglio di Mozart sono tra le opere maggiormente eseguite nel mondo. Intanto in mw-qFrancia divampa la mw-gmw-wquerelle des bouffons, un'accesa polemica tra i sostenitori dell'opera buffa italiana (tra cui gli mwaqaenciclopedisti e in particolare mwaqeJean-Jacques Rousseau) e i seguaci dell'opera francese, scatenata dalla rappresentazione di un intermezzo di mwaqiPergolesi, mwaqmmwaqqLa serva padrona.
Nella seconda metà del Settecento alcuni dei più importanti maestri italiani, quali mwaqyPiccinni e mwaqcSacchini e, più tardi, mwaqgCherubini e mwaqkSpontini, si stabiliscono a mwaqoParigi, ma lo scontro fra le tradizioni e le scuole operistiche italiana e francese non cessa, traducendosi nell'ennesima disputa parigina, che vede contrapposti i seguaci di Piccinni e quelli di mwaqsGluck.
Gli anni che vanno dal mwaq01810 al mwaq41823 sono dominati in mwaq8Italia dalla figura di mwaraGioachino Rossini, che da un lato porta a compimento l'esperienza dell'mwareopera buffa, abbandonando la commedia realistica in favore di una comicità assoluta, con punte di moderno surrealismo, dall'altro ingloba nel genere mwariserio elementi di importazione francese. Lo stesso Rossini, trasferitosi a mwarmParigi, inaugura con mwarqmwaruGuillaume Tell il genere del mwarymwarcgrand opéra, destinato a un'enorme fortuna nei decenni seguenti.
Dopo di lui, in mwarkItalia, la distinzione tra i generi si attenua progressivamente. Situazioni e personaggi di mwarocommedia sono integrati sempre più spesso nel teatro drammatico, proseguendo di fatto il breve esperimento dell'mwarsopera semiseria. Più in generale, nel periodo post-rossiniano la componente aulica e moraleggiante lascia spazio all'elemento propriamente lirico, e in queste opere, che si collocano in una posizione sospesa fra l'estetica mwarwclassica e quella mwar0romantica, assistiamo al trionfo del mwar4belcanto, liberato da ogni mwar8retorica.
Una sterzata verso un romanticismo di gusto francese o al più inglese, carico di contrasti drammatici ma anche caratterizzato da esplicite incursioni nel mwasyrealismo, viene dal teatro di mwascGiovanni Pacini, mwasgSaverio Mercadante, mwaskVincenzo Bellini e mwasoGaetano Donizetti. Sulla loro scia, ma con una maggiore attenzione alla rappresentazione, diretta o metaforica, della realtà storica dell'Italia contemporanea e con una ben più organica visione drammaturgica, si colloca la figura di mwassGiuseppe Verdi, autore di alcune delle opere più famose ed eseguite di sempre, quali mwaswmwas0Nabucco, mwas4mwas8Rigoletto, mwatamwateIl trovatore, mwatimwatmLa traviata, mwatqmwatuAida, mwatymwatcOtello e mwatgmwatkFalstaff.
In questa fase, che termina all'incirca con gli mwatsanni sessanta del XIX secolo, si assiste a una progressiva dilatazione delle mwatwforme chiuse, in particolare del numero, in favore di una nuova continuità drammaturgica.
Nel frattempo, l'opera francese sviluppa i generi contrapposti del mwauqgrand opéra (con messe in scena sfarzose e balli) e dell'mwauuopéra-comique (con i dialoghi parlati), ciascuno legato a un teatro parigino. Con la seconda metà del secolo si impone però un nuovo genere intermedio, l'opéra-lyrique, elaborato da mwaucCharles Gounod a partire dal mwaugmwaukFaust.
Il modello francese ha un impatto decisivo anche sulla produzione operistica italiana degli mwausanni settanta e mwauwottanta dell'Ottocento, nella fase storica nota come "transizione", durante la quale, mentre decadono le vecchie forme convenzionali, si afferma il genere della mwau0Grande opera, rivisitazione italiana del vecchio mwau4grand opéra francese.
Assai meno fortunato rispetto al precedente, ma destinato a incidere ben più a lungo e ben più in profondità sull'evoluzione del teatro musicale mwavaeuropeo è il modello alternativo di mwaveRichard Wagner. Muovendo da una debole tradizione operistica tedesca - i cui maggiori esponenti erano stati finora mwaviMozart, mwavmBeethoven (mwavqmwavuFidelio) e mwavyWeber (mwavcmwavgDer Freischütz) - Wagner rivoluzionò dalle fondamenta il genere operistico, eliminando le forme chiuse e il protagonismo dei cantanti e strutturando le sue partiture in chiave sinfonica intorno ai mwavkmwavoleitmotiv (temi conduttori). Il suo nuovo linguaggio, estremamente ardito, è alle radici della musica moderna e nei decenni seguenti fu assorbito anche dalle scuole operistiche italiana e francese. Più indipendente si mantenne la nascente mwavsscuola russa, con mwavwMichail Glinka prima e il mwav0Gruppo dei Cinque poi, che muoveva da premesse nazionalistiche.
In Italia il modello musicale wagneriano e quello teatrale-drammaturgico (e, in minor misura, lirico-musicale) dell'ultimo Verdi furono assorbiti e rielaborati in modo originale dai compositori della mwawuGiovane Scuola, affermatasi a partire dall'ultimo decennio del secolo, fra cui mwawyPietro Mascagni, mwawcRuggero Leoncavallo, mwawgUmberto Giordano, mwawkFrancesco Cilea e soprattutto mwawoGiacomo Puccini autore di opere divenute celebri quali mwawsmwawwManon Lescaut, mwaw0mwaw4La bohème, mwaw8mwaxaTosca, mwaxemwaxiMadama Butterfly. Vanno infine segnalati gli apporti alla poetica della giovane scuola da parte di musicisti di "transizione", come mwaxmAmilcare Ponchielli, mwaxqArrigo Boito e mwaxuAlfredo Catalani, e del francese mwaxyGeorges Bizet, che con mwaxcmwaxgCarmen aveva aperto nuove strade alla lirica europea del tempo.
In questo periodo gli operisti italiani, accantonati i soggetti storici della grande opera, si orientarono tuttavia verso drammaturgie di tipo mwaxorealista o addirittura mwaxsverista (con la nascita del genere vero e proprio dell'mwaxwopera verista), ben più affini a quelle del teatro musicale francese del secondo Ottocento, in particolare al genere dell'opéra-lyrique.
Dopo la metà del mwax8XX secolo la produzione di nuove opere si è ridotta sensibilmente, anche a causa dell'affermarsi di nuove forme di spettacolo e intrattenimento quali la mwayacinematografia, la mwayeradiofonia e la mwayitelevisione.
Tipologia
Nel corso della storia si sono formati vari generi di opera lirica, con una continua contaminazione e derivazione di una dall'altra categoria, per seguire i gusti del pubblico o per creare da parte degli artisti soggetti e lavori originali.
Opera seria
L'opera seria è un genere tipico dell'opera italiana. Si contrappone storicamente al genere dell'opera buffa, al punto tale che la decadenza di quest'ultima, nel corso del XIX secolo, finì per renderne prima incerti, poi irriconoscibili i contorni. I temi portanti dell'opera seria sono il dramma e le passioni umane.
Opera buffa
Si sviluppò a Napoli nella prima metà del XVIII secolo come opera comica e da lì migrò a Roma e nel nord Italia. Compositori famosi, compreso Mozart, Rossini, Donizetti e altri ancora, diedero un largo contributo allo sviluppo di questo genere operistico.
Melodramma giocoso
Il mway4melodramma giocoso o mway8dramma giocoso è un genere operistico che ebbe origine in Italia verso la metà del XVIII secolo. Il termine venne per la prima volta usato da Giovanni Cosimo Villifranchi come prefazione al suo lavoro comico L'Ipocondriaco, però fu Carlo Goldoni che iniziò ad impiegarlo regolarmente dal 1748. Un dramma giocoso ha un intreccio sentimentale o patetico concluso da un lieto fine e si colloca quindi a metà strada tra l'opera seria e l'opera buffa.
Opera semiseria
L'opera semiseria è un genere operistico in cui convivono personaggi, forme e stili tratti dall'opera seria e dall'opera buffa. Storicamente il genere semiserio si affermò in Italia negli ultimi decenni del Settecento, sul modello della pièce au sauvatage francese.
Farsa
La farsa è genere operistico diffuso tra l'ultimo decennio del XVIII secolo e i primi tre del XIX secolo principalmente a Venezia e a Napoli e in misura minore nel resto d'Italia. Si trattava normalmente di un'opera di carattere buffo con un solo atto, a volte rappresentata insieme a dei balletti.
Singspiel
Il Singspiel (termine che significa letteralmente "recita cantata") è un genere operistico in voga tra il XVIII e il XIX secolo, sorto e sviluppatosi in area tedesco-austriaca, caratterizzato dall'alternanza di parti recitate e parti cantate. A differenza dell'opera italiana, che prevede recitativi cantati, nel Singspiel i recitativi sono perciò recitati, in lingua tedesca, come nel teatro di prosa.
Opéra-comique
L'opéra-comique è un genere operistico francese che conteneva dialoghi parlati. Essa derivò dal vaudeville dei Theatres di St Germain e St Laurent (ed in misura minore dal teatro della Comédie-Italienne). Il genere ebbe inizio con l'opera Télémaque di Alain-René Lesage del 1715 ed ebbe termine soltanto nel XX secolo.
Grand opéra
Il grand opéra è un genere operistico che ha dominato la scena francese fra gli anni venti e gli anni ottanta dell'Ottocento, sostituendosi alla tragédie lyrique molto in voga nel XVII e XVIII secolo. I primi esempi compiuti di grand opéra sono: La muta di Portici (La muette de Portici) di Auber (1828) e Guglielmo Tell (Guillaume Tell) di Rossini (1829).
Musikdrama
Musikdrama, in italiano dramma musicale, è un termine tedesco usato per indicare l'unità di prosa e musica. Coniato da Theodor Mundt nel 1833, è stato adottato dal compositore mwaaiRichard Wagner, assieme al neologismo mwaamGesamtkunstwerk (opera d'arte totale), per definire le proprie opere, come L'olandese volante, Tannhäuser e Lohengrin, la Tetralogia, Tristano e Isotta, I maestri cantori di Norimberga e Parsifal.
Note
cite-note-11. ↑ mwaaoGarzanti Linguistica
cite-note-22. ↑ mwaa4mwaa8mwabaVocabolario on line òpera, su mwabetreccani.it, Treccani. mwabiURL consultato il 24 febbraio 2016. mwabq«In musica, e più spesso assol. opera (o anche melodramma), rappresentazione scenica di un testo drammatico (libretto) in cui i personaggi si esprimono per mezzo del canto e con accompagnamento orchestrale»
cite-note-33. ↑ mwabgAnsa.it Il Canto lirico italiano è patrimonio dell'umanità
Bibliografia
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• Aldo Nicastro (a cura di), mwacaGuida al Teatro d'Opera, coll. Le Guide Zecchini 2, pag. 628, Varese 2011, mwaceZecchini Editore. ISBN 978-88-6540-008-1
• Roberta Pedrotti, mwacqStoria dell'opera lirica, Odoya, Città di Castello, 2019, ISBN 978-88-6288-560-7
• Riccardo Viagrande, mwaccIl teatro musicale in Europa dalla età rossiniana alla seconda metà dell’Ottocento Guida all'ascolto, Monza, Casa Musicale Eco, 2018
Voci correlate
• mwacsMusica del XX secolo
• mwac0Canto
• mwac8Coro (opera)
• mwadeLibretto
• mwadmLista di opere liriche
• mwaduMelodramma
• mwadcMelomane
• mwadkOpera buffa
• mwadsOpera comica
• mwad0Opera italiana
• mwad8Teatro
• mwaeeConcerto d'opera
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefsapere-itòpera (musica e spettacolo) / òpera, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Herbert Weinstock e Barbara Russano Hanning, opera, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefencyclopedia-of-science-fiction(EN) Opera, su The Encyclopedia of Science Fiction.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Opera, su Open Library, Internet Archive.
• (EN) Opera, su AllMusic, All Media Network.
• mwaegCantare l'Opera Portale dedicato all'opera lirica con articoli dedicati alla tecnica vocale e alla corretta dizione della lingua italiana.
• mwaeo(FR) Vocabulaire de l'Opéra, su operamusique.googlepages.com. URL consultato il 7 luglio 2007 (archiviato dall'url originale il 28 febbraio 2009).
• mwaew(EN) Calendario ricorrenze nascite e prime rappresentazioni, su opera.stanford.edu.
• mwae4DALIBMUS - Database dei libretti per musica a stampa pubblicati fino al 1850 (catalogo cumulativo dei fondi librettistici delle maggiori biblioteche mondiali)